Un lungo percorso democratico e pieno di fiducia nelle istituzioni e l’inossidabile fede nell’idea di lasciare questo posto un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

Nella giornata di ieri si è votato il decreto IMU-Bankitalia, il cui significato è possibile approfondirlo qui e altrove (mi raccomando la scelta dell’altrove!).

I deputati del M5S avevano ragione. Ne avevano eccome di ragione. E si sono battuti con grande forza e coraggio e dignità.
Laura Boldrini (alla cui biografia dedichiamo questa simpatica lettura censurata dalla neo-sinistra immorale italiana), donna dai più riconosciuta di sinistra nonché madre-tutela di deboli, immigrati e minoranze adopera durante la seduta un inusuale, mai prima sfruttato, strumento di censura d’opinione di ispirazione antidemocratica per fronteggiare le guerrigliere minoranze noto come la “ghigliottina“.

La certezza dell’uso di questo strumento neo-democratico è stata annunciata e pubblicizzata nella stessa mattina da “Il Sole 24 ore” ( >> leggi qui << ), molto vicino a visioni della società teoricamente antitetiche a quelle che hanno espresso Miss Boldrini. Il video seguente mostra la lotta degli uni e la chiusura violenta degli altri.

A valle dell’occupazione simbolica dei banchi della Presidenza della Camera da parte dei deputati del M5S, d’improvviso i parlamentari di SEL e PD hanno cominciato a cantare “Bella Ciao” ravvisando nell’atteggiamento delle opposizioni tracce di fascismo (una minoranza legata e incaprettata è fascista se manifesta democraticamente, un nuovo ossimoro della neo-sinistra italiana)

D’improvviso i kompagni di SEL si sono sentiti spossessati e svestiti del ruolo che da sempre loro stessi ricoprivano. Hanno in un attimo sentito di aver stuprato la loro memoria, la loro storia, i motivi tutti della loro essenza. In un unico folle attimo é andata in scena la loro psicoterapia collettiva. Dovevano riconoscersi tra loro. Ed hanno sentito forte il bisogno di cantare Bella Ciao. Per salutarsi. Per reinterpretare in quel rituale storico la loro essenza. Per richiamarsi. Per riconoscersi.
Come sotto i bombardamenti i partigiani affamati e stanchi invocavano la liberazione (senza troppo sparare), i left-deputatini hanno essi stessi cantato l’inno del contrappasso. E a seguire quelli del PD. Tutti insieme.

Cantavano e urlavano il loro stesso superamento. Il loro annullamento. La loro controrivoluzione. La restaurazione che li ha inghiottiti e smarriti. Come cani senza padrone in balia del pasto giornaliero.

Poveri. Poveri cani smarriti. Presto. Portate dei guinzagli!

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